venerdì 29 luglio 2016

How to Create a Rollover Image Effect in HTML

To create a rollover effect using plain HTML is easy, and you can use it nearly on every hosting service (included Blogger and free WordPress.com) service.

You need two different images, same size, like follow:

   


The HTML code to use is:

< img src="FIRST-IMAGE" onmouseover="this.src='SECOND-IMAGE'" onmouseout="this.src='FIRST-IMAGE'" >

The result (roll over it with your mouse to see the effect!):



About .co.uk Registrant data verification

Nominet's Terms and Conditions and Rules of Registration are mandatory.


If you are listed as the Registrant, you are legally responsible for your .co.uk domain name. This means it’s essential that you have specified the correct contact details for you, so Registry can get in touch with you if there’s ever a problem with your domain name.

How Nominet check your data

To make sure the information of your registration is true and up to date, Nominet will attempt to match all registrant name and address details with third party data sources when you register, or when you change your data. Nominet does this by checking the information you supply with in your application against a number of different databases, including:

The Electoral Register: Nominet uses this to check UK name information for individual applicants.
Companies House data and UK business records: Nominet uses these files to check that applications made under trade names correspond with registered companies.
Royal Mail Postcode Address file: Nominet uses this to validate all UK addresses. Because addresses in this database are often in a different format to how they appear on the register, they carry out a matching exercise to establish how close an address is to the ‘perfect address’. This is based on a confidence level. It’s also important to note that the registrant’s name and address don’t need to be linked. For instance, they understand that registrants may give different addresses as points of contact to their home address, such as a solicitor or accountant. It’s essential to make sure the registrant can be contacted through this address.
In each case, Nominet looks for a valid individual, business and address they can identify as matching the information they hold. Information for applicants from overseas is checked against equivalent public data sources, where they exist.

HOW YOU’LL KNOW IF NOMINET HAS BEEN ABLE TO VALIDATE YOUR DATA

You can use the WHOIS tool to check if Nominet has been able to match your information against the data sources listed above. If your data has been validated, you’ll see the following status:

Nominet was able to match the registrant’s name and address against a 3rd party data source on DD-Month-YYYY

If Nominet hasn’t been able to validate the name and/or address, you’ll receive the following reply:

Nominet was not able to match the registrant’s name and address against a 3rd party data source on DD-Month-YYYY

If an Accredited Channel Partner validates the registrant’s data, WHOIS will show this message:

The Registrar is responsible for having checked these contact details

WHAT HAPPENS IF NOMINET IS NOT ABLE TO VALIDATE YOUR DATA?

If Nominet can’t match your data, that doesn’t necessarily mean it’s incorrect. Because Nominet's domain register includes over 10 million names, they have to use an automated validation system which is not always 100% accurate.

In some cases, it could be that although you’ve submitted the right details, they aren’t listed on the public sources they use to check them. For example, if you’re not currently listed on the electoral roll, or your organisation has only recently been registered with Companies House.

If this happens, they can try to match the data manually by asking applicants to submit appropriate documents. If Nominet does get in touch with you about validating your details, it’s important that you act on this as soon as you can – if your details aren’t verified your domain name could be suspended.

Depending on whether Nominet has been unable to validate your name and/or address, they accept any example of the following:

Valid driving licence
Valid passport
Valid National ID card (for non-UK citizens)
National Insurance card (for UK citizens)
Utility bill from the last three months
Bank statement from the last three months
HMRC tax notification from the last three months
Official company letterhead
Company stamp
In some cases, Nominet can’t match data because a domain may have been registered to someone who didn’t give their full name, or is under a trading name that doesn’t correspond with a registered company. In these cases, Nominet will ask registrants to update or complete their personal information.

If your details are out of date or incorrect, you can update them through Nominet's Online Services account.

http://www.nominet.uk/domains/about-domain-names/

sabato 26 ottobre 2013

Mbps, TB/mese, traffico, banda...

Sul concetto di "traffico", "banda", e sulle relative unità di misura (Mbps, TB/mese, GB/mese, ecc.) c'è parecchia confusione.

Vediamo di chiarire:

BANDA è la "capacità di comunicazione" di un server.
Ovvero, facendo un parallelo stradale: quanto larga è la strada che collega un server ad internet? Quante corsie ha?
L'unità di misura di questa capacità è il Mbps, ovvero MEGA BIT AL SECONDO (Da NON indicare, come pur fanno molti, in MBps, che sarebbe "mega byte al secondo", oppure mbps (milli-bit al secondo)
1 Mbps significa che, in un secondo, è possibile inviare un milione di bit, corrispondenti a circa  125000 byte, ovvero circa 122 KB (kilobyte)

TRAFFICO invece è la QUANTITA' di dati che vengono fatti trasmettere in una certa quantità di tempo; questa "quantità di tempo", convenzionalmente e per scopi puramente commerciali, è spesso stabilita ad un mese.
Restando al parallelo stradale: quante automobili ho la possibilità di far viaggiare gratis su questa strada nell'arco di un mese?

Le offerte di connettività per un server, o un piano hosting, normalmente sono definite o per banda garantita, oppure per traffico.

Ad esempio, un'offerta di 1 Mbps garantito, significa che al nostro server è garantita la disponibilità di una connessione minima, sempre, di 1 Mbps. A seconda del provider, può darsi che questo limite ci sia dato modo di superarlo (tanto, poco, occasionalmente...), ma che comunque, in qualsiasi situazione, ci "garantirà" comunque questa banda minima.

A quanto corrisponde 1 Mbps, in termini di traffico?


Supponiamo che un mese abbia 30 giorni (alcuni 31, uno 28 ecc. ...  prendiamo 30 per semplicità, ok?)
In un mese ci sono 24 x 30 = 720 ore, corrispondenti a 3600 x 720 = 2.592.000 secondi
OK?

Con 1 Mbps posso trasmettere in un secondo 1048576 bit (1 Mb corrisponde, appunto, a 1048576 bit), pari a 1048576 / 8 = 131072 byte
Quindi, in un mese potrò (in teoria) trasmettere 131072 byte * 2.592.000 secondi =  339.738.624.000 byte, corrispondenti a 331.776.000 Kbyte, corrispondenti a 324.000 Mbyte, corrispondenti a 316 GB
(segnalo un  utile calcolatore di banda on line)

Incertezze e fonti di equivoci:


  • un KB non sono "1000 byte", ma 1024; un MB non sono "mille kilobyte", ma 1024 kilobyte, quindi 1048576 byte; però spesso qualcuno in questi casi arrotonda (arbitrariamente) a 1000.
  • quando trasmettiamo qualcosa in internet, oltre ai nostri dati, una certa quantità se ne va in header dei pacchetti, controlli di parità, reinvio per pacchetti persi per strada... quindi, se dobbiamo scaricare un file da 1 GB, il nostro consumo di traffico complessivo sarà sicuramente superiore ad 1 GB. Quanto superiore? Operativamente, può capitare che sia anche il doppio...
  • la "banda" sulle connessioni di un server è sempre "simmetrica": cioè significa ad esempio che, su una banda di 1 Mbps, è possibile contemporaneamente fare un download (dal server verso internet) ed un upload (da internet verso il server), ciascuno dei quali da 1 Mbps; quindi, in realtà, la banda disponibile è doppia
  • in un server il consumo di banda non sarà quasi mai simmetrico: a seconda della funzione del server, la banda in uscita sarà maggiore rispetto a quella in entrata (il caso più frequente), oppure il contrario
  • quando si parla di "traffico", si considera sempre la somma sia del traffico in entrata che di quello in uscita
    Quindi, il calcolo che abbiamo fatto sopra per determinare che con una banda di 1 Mbps posso inviare 316 GB in un mese, andrebbe raddoppiata: nel senso che, con 1 Mbps, posso fare un upload di 316 GB ed un download di 316 GB: quindi, in totale, 632 GB

Sporchi trucchi di alcuni provider


Questi sono trucchi che ho sperimentato e verificato esser messi in pratica da alcuni provider (che evito di nominare):

  • 1 Mbps dichiarato in realtà viene fatto equivalere a 0,5 Mbps in entrata e 0,5 Mbps in uscita
    Poiché la banda è simmetrica, "interpretano" che il Mbps sia complessivo, ovvero la somma di banda in entrata e di quella in uscita.
    Insomma, è un modo truffaldino per farvi credere di avere il doppio della banda che avete in realtà
  • Arrotondare 1024 a 1000
    Diversi provider "arrotondano", secondo convenienza, 1024 a 1000 nelle conversioni. Difficile da rilevare se non con calcoli abbastanza impegnativi 
  • un traffico a volume non dà nessuna garanzia di tempo
    il fatto che ad esempio abbiate 1 TB di traffico al mese, non significa che è garantita la banda minima di 3 Mbps per trasmetterlo nell'arco di un mese: potrebbe essere che in determinati momenti abbiate una banda anche molto superiore (anche 20, 30 , 50 Mbps), ed in altri invece ne abbiate pochissima (anche MOLTO meno dei 3 Mbps teorici).
    Meccanismo di per sé corretto, purché non si esageri...
    Nel senso: la banda " a traffico" costa normalmente MENO (anzi, MOLTO MENO) di una banda "flat" garantita, proprio perché permette al provider di giostrarsi, realizzandola per mezzo di banda in quel momento inutilizzata.
    Mi spiego: ai livelli superiori, la connettività non è MAI venduta a volume, ma sempre flat. Un provider può acquistare 1 Gbps di banda, ma non può acquistare invece i petabyte di traffico che è possibile realizzare con 1 Gbps: lui acquista 1 Gbps di banda garantita, che poi la utilizzi o meno è affar suo.
    Poi il provider può usare questo 1 Gbps per fornire, ad esempio, 100 Mbps di connettività garantita a un centinaio di server. Però questo centinaio di server non riuscirà MAI ad impiegarli effettivamente tutti, perchè il consumo di banda di un server nell'arco della giornata è molto vario ed altalenante: in acuni momenti consumerà 90, in altri 30, in altri quasi nulla...
    Quindi, istante per istante, "avanzerà" della banda, anche in quantità sensibile; ed è questa banda che il provider spesso poi utilizzerà per fornire, appunto, "traffico a consumo" ad altri server
    Se però il consumo di banda da parte degli altri server (quelli "a banda garantita") dovesse aumentare, il provider immediatamente taglierà la banda a disposizione di quelli con traffico "a volume"     

Quindi, in definitiva: traffico a volume o a banda flat garantita?


Se il servizio non è critico, ed il budget basso, conviene indirizzarsi verso un traffico a volume (con l'accortezza di scegliere oculatamente il provider, perchè si potrebbe comunque andare incontro a brutte sorprese)
Se il servizio è "importante", allora è di gran lunga preferibile indirizzarsi verso una connessione flat garantita.

martedì 9 ottobre 2012

Non bisogna solo guardare il prezzo di registrazione...

Quando si valuta un registrar o un reseller per la registrazione del proprio dominio, oltre al mero prezzo di registrazione del dominio bisogna valutare anche altri aspetti.

Si, ovviamente, la qualità del servizio, e l'assistenza al cliente, e bla bla bla...
Però anche dare un'occhiata ai costi "extra" per certi servizi non sarebbe sbagliato.

Ad esempio in questi giorni io stavo guardando con attenzione Tophost, che offre dei prezzi di registrazione molto accattivanti (in alcuni casi forse anche troppo...)

Ma oggi in un post sul forum di hostingtalk ho scoperto un motivo per cui certi registrar, tutto sommato, è meglio evitarli.

Leggetevi pure tutto il post, ma in soldoni il succo è: 160 (CENTOSESSANTA!!!!) euro (+ IVA, of course...) per cambiare l'intestazione di un dominio .it (operazione che molti registrar fanno gratis, o ad un prezzo puramente simbolico...)

E suona un po' beffarda la spiegazione che danno al cliente: "Ci rendiamo conto dell'onerosità della procedura e lavoreremo per renderla, in futuro, più economica."

Vabbeh, bye bye... ci sono tanti altri provider sul mercato!

UPDATE:
Sono andato a farmi un giretto sul sito di Tophost... e qui: http://www.tophost.it/aiuto/cat2/14/318/  ho trovato questa curiosa indicazione:

E' possibile effettuare il cambio intestatario per un dominio .it? 
E' possibile effettuare il cambio intestatario per un dominio .it. Basta aprire un ticket e verranno indicati modalità e costi per effettuare tale procedura.
 Per le altre estensioni, al momento, NON è possibile il cambio intestatario.
Quindi, con Tophost cambiare l'intestatario di un dominio .it costa un rene, mentre farlo per un .com è semplicemente impossibile...

domenica 2 settembre 2012

valore SEO di un banner


Quesito: un banner inserito in un certo sito, ha valore ai fini SEO?

Risposta: dipende... :D

E dipende da diversi fattori:

  • l'URL indicato nel banner deve essere statico (niente javascript, e noiente codice di tracciamento);
  • deve puntare ad una pagina pubblica, indicizzata dai motori di ricerca e linkata anche all'interno dello stesso sito;
  • la pagina in cui è presente il banner deve avere le stesse caratteristiche indicate al punto precedente;
  • il link non deve avere l'attributo "nofollow"
  • la pagina su cui è presente il banner deve essere di un qualche valore (ovvero deve essere una pagina "buoba" di un sito "buono"...)
  • se il banner è grafico, probabilmente il suo valore è un po' inferiore rispetto a quello di un link testuale (che, tradizionalmente, ha sempre più valore... anche se pare che Google stia abbandonando questo paramentro, a causa dei molti abusi)
Se i parametri sopra indicati sono tutti rispettati... allora si, il banner avrà un qualche valore ai fini SEO.

Quale valore? Non è dato di sapere... purtroppo, non esiste un'unità di misura definita per "valore ai fini SEO"... :D

martedì 14 agosto 2012

confronti offerte Cloud su Vmware - I parte - Aruba

Mi hanno commissionato di scegliere il "best buy" per metter su alcuni VPS su un a piattaforma cloud basata su vmware.
Poichè per il lavoro mi pagano MOLTO meno di quanto dovrebbero, non ho remore a riportare qui un po' di appunti per agevolare chi, questi confronti, se li fa da solo...

Cominciamo con l'analizzare l'offerta cloud di Aruba, basata su una tariffazione oraria che tiene conto si soli 3 parametri: CPU, RAM ed hard disk.
Il listino completo è disponibile qui: http://computing.cloud.it/it/listino
Hanno delle offerte più economiche e super-più economiche, basate su Hyper-V (BLEAH!), che non prendo neppure in considerazione, e mi concentro sull'offerta Vmware.
Cominciamo con il rendere il costo un po' più leggibile ed omogeneo, perchè il costo orario è solo uno specchietto per le allodole.

orario giornaliero mensile
CPU € 0,025 € 0.60 € 18,00
RAM (per 1 GB) € 0,005 € 0,12 € 3,60
HDD (per 10 GB) € 0,003 € 0,072 € 2,16

Sui prezzi, è presto per fare vere considerazioni; inserirò prossimamente quelli dei competitor, ed allora si che avrà senso fare confronti (e considerazioni).

Vediamo intanto i punti essenziali del resto dell'offerta Aruba e di eventuali costi collaterali, più o meno nascosti;
  • sono disponibili (a vari prezzi) MS-SQL Server in varie edizioni, ed il pannello Plesk con vari add-on.
    Ai miei fini, inutile: i VPS saranno basati su Linux e non Windows. Ma lo segnalo...
  • nel prezzo, se a qualcuno serve, è compresa la licenza di Windows Server 2008R2 64bit oppure Windows Webserver 2003R2
  • è compresa altresì banda per 1 Gbps flat
  • Aruba fornisce addirittura uno SLA, e l'uptime garantito è il seguente:
    - Uptime del 99,95% su base annuale, per la disponibilità dei nodi fisici (server) che ospitano l'Infrastruttura virtuale;
    - Uptime del 99,95% su base annuale, di accessibilità tramite rete internet alla Infrastruttura virtuale creata ed allocata dal Cliente;
    - Uptime del 100% su base annuale per alimentazione elettrica e/o climatizzazione ambientale;

mercoledì 11 luglio 2012

domini .it con lettere accentate (IDN)

Da oggi alle 14:00 è possibile la registrazione di domini .it in modalità IDN, ovvero contenenti anche caratteri "strambi"... ossia, principalmente, che comprendono lettere accentate (à è ì ò ù), ma anche caratteri più "esotici"...
Il set completo dei nuovi caratteri ammessi è il seguente:
à, â, ä, è, é, ê, ë, ì, î, ï, ò, ô, ö, ù, û, ü, æ, œ, ç, ÿ, β

Ovviamente è cominciata la corsa per l'accaparramento dei nomi più interessanti: in due ore risultano registrati quasi 5000 nuovi domini .it, per la quasi totalità in modalità IDN...

Quindi, ad esempio, c'è già chi ha registrato tüv.it, ed anche chi ha registrato mavalà.it (no, non è Ghedini...)

C'è anche chi si preoccupa un po' per questa novità, giudicandola foriera di nuovi ed insidiosi phishing: http://www.lucaperugini.it/2012/06/25/nuova-normativa-naming-dominio-it-in-vigore-da-11-luglio-2012/

Ovviamente il nic.it non poteva smentirsi in questa occasione: qualcosa che non funzionasse nel verso giusto DOVEVA esserci, altrimenti avrebbero infranto una tradizione...

Capita così che se andate sulla pagina specifica del servizio whois del nic.it (http://www.nic.it/web-whois/index.jsf), il servizio funziona anche per i domini IDN.
Se invece cercate di accedervi dalla home page http://www.nic.it/ il servizio si incarta, in quanto non converte correttamente i caratteri IDN...