sabato 26 ottobre 2013

Mbps, TB/mese, traffico, banda...

Sul concetto di "traffico", "banda", e sulle relative unità di misura (Mbps, TB/mese, GB/mese, ecc.) c'è parecchia confusione.

Vediamo di chiarire:

BANDA è la "capacità di comunicazione" di un server.
Ovvero, facendo un parallelo stradale: quanto larga è la strada che collega un server ad internet? Quante corsie ha?
L'unità di misura di questa capacità è il Mbps, ovvero MEGA BIT AL SECONDO (Da NON indicare, come pur fanno molti, in MBps, che sarebbe "mega byte al secondo", oppure mbps (milli-bit al secondo)
1 Mbps significa che, in un secondo, è possibile inviare un milione di bit, corrispondenti a circa  125000 byte, ovvero circa 122 KB (kilobyte)

TRAFFICO invece è la QUANTITA' di dati che vengono fatti trasmettere in una certa quantità di tempo; questa "quantità di tempo", convenzionalmente e per scopi puramente commerciali, è spesso stabilita ad un mese.
Restando al parallelo stradale: quante automobili ho la possibilità di far viaggiare gratis su questa strada nell'arco di un mese?

Le offerte di connettività per un server, o un piano hosting, normalmente sono definite o per banda garantita, oppure per traffico.

Ad esempio, un'offerta di 1 Mbps garantito, significa che al nostro server è garantita la disponibilità di una connessione minima, sempre, di 1 Mbps. A seconda del provider, può darsi che questo limite ci sia dato modo di superarlo (tanto, poco, occasionalmente...), ma che comunque, in qualsiasi situazione, ci "garantirà" comunque questa banda minima.

A quanto corrisponde 1 Mbps, in termini di traffico?


Supponiamo che un mese abbia 30 giorni (alcuni 31, uno 28 ecc. ...  prendiamo 30 per semplicità, ok?)
In un mese ci sono 24 x 30 = 720 ore, corrispondenti a 3600 x 720 = 2.592.000 secondi
OK?

Con 1 Mbps posso trasmettere in un secondo 1048576 bit (1 Mb corrisponde, appunto, a 1048576 bit), pari a 1048576 / 8 = 131072 byte
Quindi, in un mese potrò (in teoria) trasmettere 131072 byte * 2.592.000 secondi =  339.738.624.000 byte, corrispondenti a 331.776.000 Kbyte, corrispondenti a 324.000 Mbyte, corrispondenti a 316 GB
(segnalo un  utile calcolatore di banda on line)

Incertezze e fonti di equivoci:


  • un KB non sono "1000 byte", ma 1024; un MB non sono "mille kilobyte", ma 1024 kilobyte, quindi 1048576 byte; però spesso qualcuno in questi casi arrotonda (arbitrariamente) a 1000.
  • quando trasmettiamo qualcosa in internet, oltre ai nostri dati, una certa quantità se ne va in header dei pacchetti, controlli di parità, reinvio per pacchetti persi per strada... quindi, se dobbiamo scaricare un file da 1 GB, il nostro consumo di traffico complessivo sarà sicuramente superiore ad 1 GB. Quanto superiore? Operativamente, può capitare che sia anche il doppio...
  • la "banda" sulle connessioni di un server è sempre "simmetrica": cioè significa ad esempio che, su una banda di 1 Mbps, è possibile contemporaneamente fare un download (dal server verso internet) ed un upload (da internet verso il server), ciascuno dei quali da 1 Mbps; quindi, in realtà, la banda disponibile è doppia
  • in un server il consumo di banda non sarà quasi mai simmetrico: a seconda della funzione del server, la banda in uscita sarà maggiore rispetto a quella in entrata (il caso più frequente), oppure il contrario
  • quando si parla di "traffico", si considera sempre la somma sia del traffico in entrata che di quello in uscita
    Quindi, il calcolo che abbiamo fatto sopra per determinare che con una banda di 1 Mbps posso inviare 316 GB in un mese, andrebbe raddoppiata: nel senso che, con 1 Mbps, posso fare un upload di 316 GB ed un download di 316 GB: quindi, in totale, 632 GB

Sporchi trucchi di alcuni provider


Questi sono trucchi che ho sperimentato e verificato esser messi in pratica da alcuni provider (che evito di nominare):

  • 1 Mbps dichiarato in realtà viene fatto equivalere a 0,5 Mbps in entrata e 0,5 Mbps in uscita
    Poiché la banda è simmetrica, "interpretano" che il Mbps sia complessivo, ovvero la somma di banda in entrata e di quella in uscita.
    Insomma, è un modo truffaldino per farvi credere di avere il doppio della banda che avete in realtà
  • Arrotondare 1024 a 1000
    Diversi provider "arrotondano", secondo convenienza, 1024 a 1000 nelle conversioni. Difficile da rilevare se non con calcoli abbastanza impegnativi 
  • un traffico a volume non dà nessuna garanzia di tempo
    il fatto che ad esempio abbiate 1 TB di traffico al mese, non significa che è garantita la banda minima di 3 Mbps per trasmetterlo nell'arco di un mese: potrebbe essere che in determinati momenti abbiate una banda anche molto superiore (anche 20, 30 , 50 Mbps), ed in altri invece ne abbiate pochissima (anche MOLTO meno dei 3 Mbps teorici).
    Meccanismo di per sé corretto, purché non si esageri...
    Nel senso: la banda " a traffico" costa normalmente MENO (anzi, MOLTO MENO) di una banda "flat" garantita, proprio perché permette al provider di giostrarsi, realizzandola per mezzo di banda in quel momento inutilizzata.
    Mi spiego: ai livelli superiori, la connettività non è MAI venduta a volume, ma sempre flat. Un provider può acquistare 1 Gbps di banda, ma non può acquistare invece i petabyte di traffico che è possibile realizzare con 1 Gbps: lui acquista 1 Gbps di banda garantita, che poi la utilizzi o meno è affar suo.
    Poi il provider può usare questo 1 Gbps per fornire, ad esempio, 100 Mbps di connettività garantita a un centinaio di server. Però questo centinaio di server non riuscirà MAI ad impiegarli effettivamente tutti, perchè il consumo di banda di un server nell'arco della giornata è molto vario ed altalenante: in acuni momenti consumerà 90, in altri 30, in altri quasi nulla...
    Quindi, istante per istante, "avanzerà" della banda, anche in quantità sensibile; ed è questa banda che il provider spesso poi utilizzerà per fornire, appunto, "traffico a consumo" ad altri server
    Se però il consumo di banda da parte degli altri server (quelli "a banda garantita") dovesse aumentare, il provider immediatamente taglierà la banda a disposizione di quelli con traffico "a volume"     

Quindi, in definitiva: traffico a volume o a banda flat garantita?


Se il servizio non è critico, ed il budget basso, conviene indirizzarsi verso un traffico a volume (con l'accortezza di scegliere oculatamente il provider, perchè si potrebbe comunque andare incontro a brutte sorprese)
Se il servizio è "importante", allora è di gran lunga preferibile indirizzarsi verso una connessione flat garantita.

martedì 9 ottobre 2012

Non bisogna solo guardare il prezzo di registrazione...

Quando si valuta un registrar o un reseller per la registrazione del proprio dominio, oltre al mero prezzo di registrazione del dominio bisogna valutare anche altri aspetti.

Si, ovviamente, la qualità del servizio, e l'assistenza al cliente, e bla bla bla...
Però anche dare un'occhiata ai costi "extra" per certi servizi non sarebbe sbagliato.

Ad esempio in questi giorni io stavo guardando con attenzione Tophost, che offre dei prezzi di registrazione molto accattivanti (in alcuni casi forse anche troppo...)

Ma oggi in un post sul forum di hostingtalk ho scoperto un motivo per cui certi registrar, tutto sommato, è meglio evitarli.

Leggetevi pure tutto il post, ma in soldoni il succo è: 160 (CENTOSESSANTA!!!!) euro (+ IVA, of course...) per cambiare l'intestazione di un dominio .it (operazione che molti registrar fanno gratis, o ad un prezzo puramente simbolico...)

E suona un po' beffarda la spiegazione che danno al cliente: "Ci rendiamo conto dell'onerosità della procedura e lavoreremo per renderla, in futuro, più economica."

Vabbeh, bye bye... ci sono tanti altri provider sul mercato!

UPDATE:
Sono andato a farmi un giretto sul sito di Tophost... e qui: http://www.tophost.it/aiuto/cat2/14/318/  ho trovato questa curiosa indicazione:

E' possibile effettuare il cambio intestatario per un dominio .it? 
E' possibile effettuare il cambio intestatario per un dominio .it. Basta aprire un ticket e verranno indicati modalità e costi per effettuare tale procedura.
 Per le altre estensioni, al momento, NON è possibile il cambio intestatario.
Quindi, con Tophost cambiare l'intestatario di un dominio .it costa un rene, mentre farlo per un .com è semplicemente impossibile...

domenica 2 settembre 2012

valore SEO di un banner


Quesito: un banner inserito in un certo sito, ha valore ai fini SEO?

Risposta: dipende... :D

E dipende da diversi fattori:

  • l'URL indicato nel banner deve essere statico (niente javascript, e noiente codice di tracciamento);
  • deve puntare ad una pagina pubblica, indicizzata dai motori di ricerca e linkata anche all'interno dello stesso sito;
  • la pagina in cui è presente il banner deve avere le stesse caratteristiche indicate al punto precedente;
  • il link non deve avere l'attributo "nofollow"
  • la pagina su cui è presente il banner deve essere di un qualche valore (ovvero deve essere una pagina "buoba" di un sito "buono"...)
  • se il banner è grafico, probabilmente il suo valore è un po' inferiore rispetto a quello di un link testuale (che, tradizionalmente, ha sempre più valore... anche se pare che Google stia abbandonando questo paramentro, a causa dei molti abusi)
Se i parametri sopra indicati sono tutti rispettati... allora si, il banner avrà un qualche valore ai fini SEO.

Quale valore? Non è dato di sapere... purtroppo, non esiste un'unità di misura definita per "valore ai fini SEO"... :D

martedì 14 agosto 2012

confronti offerte Cloud su Vmware - I parte - Aruba

Mi hanno commissionato di scegliere il "best buy" per metter su alcuni VPS su un a piattaforma cloud basata su vmware.
Poichè per il lavoro mi pagano MOLTO meno di quanto dovrebbero, non ho remore a riportare qui un po' di appunti per agevolare chi, questi confronti, se li fa da solo...

Cominciamo con l'analizzare l'offerta cloud di Aruba, basata su una tariffazione oraria che tiene conto si soli 3 parametri: CPU, RAM ed hard disk.
Il listino completo è disponibile qui: http://computing.cloud.it/it/listino
Hanno delle offerte più economiche e super-più economiche, basate su Hyper-V (BLEAH!), che non prendo neppure in considerazione, e mi concentro sull'offerta Vmware.
Cominciamo con il rendere il costo un po' più leggibile ed omogeneo, perchè il costo orario è solo uno specchietto per le allodole.

orario giornaliero mensile
CPU € 0,025 € 0.60 € 18,00
RAM (per 1 GB) € 0,005 € 0,12 € 3,60
HDD (per 10 GB) € 0,003 € 0,072 € 2,16

Sui prezzi, è presto per fare vere considerazioni; inserirò prossimamente quelli dei competitor, ed allora si che avrà senso fare confronti (e considerazioni).

Vediamo intanto i punti essenziali del resto dell'offerta Aruba e di eventuali costi collaterali, più o meno nascosti;
  • sono disponibili (a vari prezzi) MS-SQL Server in varie edizioni, ed il pannello Plesk con vari add-on.
    Ai miei fini, inutile: i VPS saranno basati su Linux e non Windows. Ma lo segnalo...
  • nel prezzo, se a qualcuno serve, è compresa la licenza di Windows Server 2008R2 64bit oppure Windows Webserver 2003R2
  • è compresa altresì banda per 1 Gbps flat
  • Aruba fornisce addirittura uno SLA, e l'uptime garantito è il seguente:
    - Uptime del 99,95% su base annuale, per la disponibilità dei nodi fisici (server) che ospitano l'Infrastruttura virtuale;
    - Uptime del 99,95% su base annuale, di accessibilità tramite rete internet alla Infrastruttura virtuale creata ed allocata dal Cliente;
    - Uptime del 100% su base annuale per alimentazione elettrica e/o climatizzazione ambientale;

mercoledì 11 luglio 2012

domini .it con lettere accentate (IDN)

Da oggi alle 14:00 è possibile la registrazione di domini .it in modalità IDN, ovvero contenenti anche caratteri "strambi"... ossia, principalmente, che comprendono lettere accentate (à è ì ò ù), ma anche caratteri più "esotici"...
Il set completo dei nuovi caratteri ammessi è il seguente:
à, â, ä, è, é, ê, ë, ì, î, ï, ò, ô, ö, ù, û, ü, æ, œ, ç, ÿ, β

Ovviamente è cominciata la corsa per l'accaparramento dei nomi più interessanti: in due ore risultano registrati quasi 5000 nuovi domini .it, per la quasi totalità in modalità IDN...

Quindi, ad esempio, c'è già chi ha registrato tüv.it, ed anche chi ha registrato mavalà.it (no, non è Ghedini...)

C'è anche chi si preoccupa un po' per questa novità, giudicandola foriera di nuovi ed insidiosi phishing: http://www.lucaperugini.it/2012/06/25/nuova-normativa-naming-dominio-it-in-vigore-da-11-luglio-2012/

Ovviamente il nic.it non poteva smentirsi in questa occasione: qualcosa che non funzionasse nel verso giusto DOVEVA esserci, altrimenti avrebbero infranto una tradizione...

Capita così che se andate sulla pagina specifica del servizio whois del nic.it (http://www.nic.it/web-whois/index.jsf), il servizio funziona anche per i domini IDN.
Se invece cercate di accedervi dalla home page http://www.nic.it/ il servizio si incarta, in quanto non converte correttamente i caratteri IDN...

martedì 26 giugno 2012

statistiche sulla registrazione dei domini .it



Alla chetichella ed in sordina, sul sito del nic.it è comparsa una pagina di "statistiche", che ci indica (anno per anno) il numero di nuovi domini .it registrati, di quelli rinnovati, di quelli cancellati, cambiati di Registrar ecc.

Così, ad esempio, scopriamo che:

  • nel 2011 sono stati registrati 519730 domini .it, mentre nel 2010 erano 442058 e nel 2009 339357
  • nel 2011 sono stati cancellati (o lasciati scadere) 279084 domini (mentre quest'anno, in meno di sei mesi, ne sono già stati cancellati 162502... segno della crisi economica anche questo?)
  • è stabile (anzi, addirittura in costante calo dal 2008 al 2011) il numero di trasferimenti Registrar (segno che il registrante è abitudinario: una volta registrato un dominio con un registrar, raramente cambia...)
    Anche qui il 2012 si dimostra in controtendenza, con 35652 trasferimenti nei primi sei mesi...
  • il passaggio al sistema sincrono ha fatto invece schizzare il numero di modifiche del registrante: dalle 12709 del 2010 si è passati alle 41501 (!!!) del 2011...
Interessante che nella pagina del nic.it compaiono due schede (non ancora attive) sulle statistiche dei Registranti e dei Registrar... chissà, magari i nostri nipoti faranno in tempo a vederle attive... 

domenica 24 giugno 2012

registrare un dominio per più anni è inutile ai fini SEO

Per averlo letto da più parti, anch'io ero fermamente convinto che registrare un dominio per più anni comportava un beneficio a livello di SEO.

Peraltro, sembra ragionevole... se registro un dominio per più anni, significa che ci voglio investire sopra, e quindi il sito sarà più autorevole...

Un post sul blog di Rubalo.it mi ha invece rivelato che non è assolutamente così... ed a comprovarlo è l'inossidabile Matt Cutts, mica pizza e fichi...